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di Alessandro Robecchi

La tecnologia fa passi da gigante, chi si ferma è perduto, chi non riesce a stare al passo con l’innovazione rischia di soccombere. Per questo tutti i maggiori partiti stanno mettendo a punto i loro nuovi Sistemi Operativi. Eccoli nel dettaglio.
Movimento 5 Stelle. Il nuovo Sistema Operativo prevede che un elettore possa dire la sua sulle proposte di legge dei parlamentari. Dire mi piace, non mi piace, proporre modifiche, segnalare errori. Alla fine di questo lungo iter, il parlamentare presenta la proposta di legge come pare a lui. Si chiama democrazia liquida, nel senso che c’è chi se la beve. Si tratta di un sistema chiuso: possono intervenire solo quelli iscritti fino a una certa data, che hanno mandato documento, numero di scarpe, nome della suocera e una foto delle vacanze. La piattaforma è molto intuitiva, nel senso che si intuisce che alla fine si farà quello che piace a Beppe Grillo. La partecipazione è gratuita, a legge approvata, a seconda del proprio contributo, si riceverà una spilletta con la scritta “Casaleggio ha ragione”.
Partito Democratico. Nel caso del Pd, invece, il Sistema Operativo è apertissimo, open source, come si dice, cioè aperto ai contributi di tutti. Alle primarie per scegliere il segretario voteranno gratis gli iscritti e pagando due euro tutti gli altri, compresi il Boia di Riga, Renato Brunetta, la Pascale, Briatore e Homer Simpson. E’ un po’ come se nel vostro condominio l’amministratore potesse essere votato dagli inquilini del palazzo di fronte, che potrebbero decidere di abbattere casa vostra. Principale beneficiario del nuovo sistema operativo Pd sarebbe un egocentrico giovane fiorentino, che ama circondarsi di simboli anni ’50 e ’60 e fare discorsi economici anni ’80. Se installato, il nuovo Sistema Operativo promette di dare 100 euro a ogni utente, proprio come i siti di scommesse che ti regalano qualche spicciolo per farti giocare di più e spellarti con comodo. Il Sistema Operativo entrerà in funzione a pieno regime l’8 dicembre, data in cui comincerà a intaccare il Sistema Operativo del governo Letta…. (segue) 

Cronache dall'Italia futura

In ordine sparso, le notizie di cronaca politica che leggerete sui giornali la prossima settimana.

Undici tonnellate di rifiuti lasciano le strade di Napoli per passare a Futuro e Libertà. Appello dei vescovi perché Mara Carfagna scenda dalla gru. Dell’Utri presenta a un boss mafioso il termovalorizzatore di Acerra. Bobo Maroni va in tivù da Fazio e Saviano a fare l’elenco delle fiaccolate leghiste organizzate negli ultimi anni contro la ‘ndrangheta: sei minuti di silenzio, 28 per cento di audience. Settanta tonnellate di macerie de L’Aquila lasciano il centro storico per approdare all’Mpa di Lombardo. Il Pd perde le primarie a Castagnito (Cuneo).
Bompiani pubblica i falsi diari di Hiro Hito, inspiegabilmente scritti in sardo. I radicali offrono appoggio al Klu Klux Klan, ma solo se verranno ascoltati sulla giustizia. Daniela Santanché si spara in un piede: “mi sono sbagliata, mi sembrava un finiano”. Il Pd perde le primarie a Perarolo di Cadore (Belluno).
I fiumi straripati in Veneto allagano Pompei e protestano per l’incuria del sito archeologico. Consiglio dei ministri: il cinque per mille destinato agli avvocati di Dolce & Gabbana. Bompiani pubblica i falsi diari di Calderoli, inspiegabilmente scritti in italiano. Carovita: il deputato centrista arriva a toccare i settantamila euro al chilo. I Tonton Macoutes e la milizia privata di Bokassa firmano un appello in difesa di Vittorio Feltri. Orrore a Roma: le colombe di Futuro e Libertà usate per esperimenti scientifici. Il Pd perde le primarie a Ortucchio (L’Aquila).
Da Sotheby’s a Londra offerta record per un deputato del gruppo misto: ventisei milioni di euro. Festa a Milano per l’arrivo di un treno pendolari da Novara, era partito nel 1949. Moda: i golfini di Marchionne saranno cuciti in Serbia su turni di quindici ore. Alfano: c’è uno spiraglio per la crisi, ma la spazzatura di Napoli torni nel PdL. Comunicato della ‘ndrangheta: la Lombardia non ci interessa, troppo difficile strapparla a Cl. Buona settimana.

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Pancia in dentro, petto in fuori! At-tenti! Finalmente una buona notizia per la scuola italiana: i professori vengono licenziati a mazzi, i soffitti cascano in testa, le strutture fanno schifo e compassione, ma in compenso possiamo tutti tirare in aria i berretti e gridare hurrà per il solenne protocollo d’intesa firmato tra la ministra Gelmini, beata ignoranza, e il sor La Russa, il colonnello alla parata militare. In alto i cuori! Il protocollo d’intesa si ammanta di notevoli paroloni, roba forte qui nel Berlusconistan, come ad esempio “conoscenza e apprendimento della legalità e della Costituzione”. Ma questa è la teoria, roba da comunisti. E’ la pratica che è più interessante, e prevede: “cultura militare”, “arrampicata”, “tiro con l’arco e con la pistola” (ad aria compressa, aggiunge pietoso il documento), senza contare “nuoto e salvamento” e “orienteering”. Insomma, una specie di incrocio tra i littoriali, il sabato fascista e i film con Alvaro Vitali, il tutto sotto l’occhio vigile di La Russa e della sciura Gelmini, eletta dalla lobby dei cacciatori nella patria della Beretta, pistola italiana. Protocollo d’intesa denominato “Allenati per la vita”, che insegna tra le altre cose anche il “pernottamento in luoghi ostili”, cosa che potrebbe tornare utile alle ragazze che restano bloccate nottetempo nei cessi di Palazzo Grazioli.

Non basta. A coronare il virile cimento arriverà alla fine una “gara pratica tra pattuglie di studenti” che varrà come credito formativo. “Mamma, non rompere che c’ho tre in matematica, perché ho preso ottimo nel passo del giaguaro!”. E’ così che si forma una classe dirigente, imparando a dire signorsì. Non si parla di bombe a mano e di sommergibili rapidi ed invisibili, ed è una notevole pecca dell’iniziativa (forse mancano i fondi), ma siamo certi che qualcuno porrà rimedio. Il tutto agli ordini di un centinaio di ufficiali in congedo, consapevoli che, dalle strutture alle finalità, dalle scale alle camerate, un liceo può somigliare perfettamente a una caserma. Il tutto, manco a dirlo, sponsorizzato da enti pubblici e privati, il che significa che l’ora di attività ginnico-militare (sic!) o la visita al poligono saranno finanziate dall’illuminata industria italiana: perché avere cittadini quando si possono avere soldati semplici?

L’intesa è per ora regionale (Lombardia) e riguarda le scuole medie superiori, ma non disperiamo: la nostalgia è una brutta bestia e la tentazione di vestire da Balilla anche i più piccoli si farà strada presto. Scritta in un esilarante burocrat-militarese, la circolare che informa la popolazione pare di suo un capolavoro satirico. Ed addirittura strepitoso è il passaggio teorico in cui si spiega che tanto dispiego di mezzi di aria, di cielo e di terra (e di pistole ad aria compressa) ha tra le altre finalità “il contrasto del bullismo”. Insomma, qualcosa tipo: “Mamma, c’era un bullo, ma l’ho fatto secco”. Molto educativo. Naturalmente si sa come andrà a finire. Niente soldi per la benzina del cerchio di fuoco, due proiettili per settecento studenti, corsi di orienteering nel cortile della scuola e – se piove, nevica o tira vento – fornitura di speciali scarponi in cartone pressato, nella più pura tradizione dell’esercito italiano. E fin qui, naturalmente, al netto di incidenti, sempre possibili di fronte a una truppa riottosa e bambocciona come ci si immagina quella degli studenti. “Capitano, me so’ sbagliato… Ho spezzato le reni al prof di greco!”. Triste destino di un popolo imbelle a cui si chiede, “per fare gruppo”, di mettere l’elmetto a scuola. Cosa che del resto chiedono ormai anche le mamme più avvertite. “Mettiti l’elmetto Gino, che in aula ti casca il soffitto sulla capoccia”. Cronache italiane, insomma. Alalà!

Alessandro Robecchi

Alessandro Robecchi – Voi siete qui – Manifesto dell’1/8/2010

La fuga di una quarantina di finiani dal Centro di Identificazione ed Espulsione di palazzo Grazioli pone fine alla prima repubblica e mezzo, che i soliti esagerati hanno sempre chiamato seconda repubblica.

Ciò apre nuove prospettive politiche al momento misteriose, che possono andare dalle elezioni anticipate a un governo di larghe intese, fino a un suicidio di massa modello Guyana. Comunque evolva la situazione, una cosa è certa: si apre un enorme mercato per la nostra Agenzia di Ricollocamento, il primo social network per richiedenti asilo in fuga dal Berlusconistan.

Con breve preavviso e pagamento anticipato (solo contanti, no assegni circolari a sua insaputa) forniamo nuove identità, passaporti, certificati di buona condotta, riposizionamenti professionali. Il direttore di Tg vuole convincere tutti di non essere stato un megafono di Silvio? Nessun problema, noi possiamo aiutarlo a espatriare con una falsa identità. I nostri servizi cancellano perfettamente ogni passato imbarazzante, cinegiornali, dichiarazioni di fedeltà, prove d’amore, piaggerie, servilismi, voti di fiducia e persino certe rubrichette su Panorama. Nei casi più gravi possiamo organizzare periodi di quarantena, o addirittura conversioni miracolose. Qualche gerarca potrà, con documenti da noi predisposti, rivendicare di aver salvato degli oppositori dal licenziamento o da qualche editto bulgaro. Ad altri potremo fornire false prove in modo che possano inalberarsi e dichiarare: “Berlusconi? Mai conosciuto!”.

Abbiamo aperto da qualche giorno e già c’è la fila fuori. Certo, ci sono casi irrisolvibili, situazioni in cui non basta cancellare un po’ di materiale d’archivio. Ma grazie alla convenzione con alcuni dentisti, impiantiamo capsule di cianuro nei molari, in modo che i fedelissimi possano interrompere in ogni momento la permanenza nel bunker di Arcore. Insomma, lo facciamo per senso di pacificazione nazionale. E naturalmente per soldi, perché Silvio ci ha pur sempre insegnato qualcosa.

P.s. Robecchi scherza, Repubblica no.