ambiente


l’articolo –  la reazione di Greenpeace 

FINO A QUANDO?????

Annunci

                                                               dice LETTA che .. qui

Mi sorge spontaneo il paragone tra la vecchia politica  (retroscena del Messaggero della giornata di ieri) quella che non s'interroga mai sul presente, men che meno sulle prospettive future, non dico a lunga ma neanche a media scadenza, ma è presa solo a difendere le posizioni acquisite..

e le visioni del nuovo, dettate da una ormai quasi catastrofica situazione ambientale, climatica, energetica e occupazionale..

Ieri a Roma Jeremy Rifkin ha parlato della Terza rivoluzione industriale, quella verde. Molto applaudito dai presenti, in maggioranza giovani, ha ringraziato il Movimento del 15 Ottobre che è entrato con irruenza sulla scena e ha sottolineato la necessità di riprendersi il concetto di Beni Comuni (tra cui il Teatro Valle Occupato che ha ospitato l'iniziativa). Giuseppe De Marzo di A Sud, impegnato sui temi del sociale e della decrescita ha mosso alcune obiezioni alla visione comunque "industriale" del futuro.
E quando mai sentiremo in televisione un dibattito o anche solo una conferenza di questo tipo?
Per questo c'è bisogno di chiedere ospitalità ad un teatro destinato ad essere privatizzato difeso dagli artisti e lavoratori da oltre 4 mesi o un cinema come l'ex Palazzo a San Lorenzo, dove ieri si teneva oltre a tante iniziative passate, un corso di satira di Sabina Guzzanti e che doveva diventare una sala Bingo…… poi non ci lamentiamo se ieri a Roma c'è stato l'assalto al nuovo centro commerciale di TRONY..


Frane morti e dispersi in Liguria e Toscana

"Doloroso tributo ai cambiamenti climatici"..
Napolitanoooooooooooooo!!!
cosa dici?????? della serie: "è inevitavibile, che ci possiamo fare"???

Siamo sicuri che non ci si possa proprio fare niente, noi che condoniamo gli abusi edilizi e le case costruite sugli strapiombi, noi che tagliamo boschi per farci le seconde case, noi che ancora discutiamo se si debba fare il Ponte sullo stretto e la TAV???

Ancora non abbiamo "intuito", non solo in Italia ma nel mondo cosiddetto sviluppato (sviluppo_deché?) di quanto l'attività dell'uomo influisca sugli "inevitabili" cambiamenti climatici???

Cos'altro dobbiamo aspettare per cambiare rotta, che sciolga anche l'ultimo ghiacciaio, che venga sommersa l'ultima isola e sparisca l'ultima specie vegetale e animale, in nome di un fantomatico "benessere" che sfrutta la Terra fino all'ultima risorsa, invade, distrugge, inquina, annienta, fa terra bruciata dove passa??????


 


"Se l'Italia vuole il Ponte sullo stretto se lo deve pagare da sola"

questa è in sintesi la decisione dei funzionari europei “l’Europa non ci mette nemmeno un euro perché non è un progetto importante”. Insomma, se il governo Berlusconi vorrà davvero costruire “il ponte più lungo del mondo” dovrà farlo di tasca propria. E non sarà facile, dal momento che il coordinamento degli studi sugli impatti del Ponte sullo Stretto ha stimato un costo di circa 9 miliardi di euro, senza contare le centinaia di milioni spesi finora in studi e valutazioni preventive." (Il Fatto)

Godo: una botta alla mafia, una salvezza per il territorio!!
Matteoli, se proprio ti piace tanto il ponte, i soldi metticeli tu!!  
in questi casi da noi si dice voler fare le nozze coi fichi secchi..

E ora aspetto il 23 ottobre per vedere quello che succede in Val di Susa… stanno  già sproloquiando di "black bloc" da giorni e  non c'è niente di meglio che soffiare preventivamente sul fuoco e poi aspettare un niente che faccia scoccare la scintilla no?

Ma i No TAV (gli abitanti legittimi della valle) sono determinati a non mollare. Se potessi andrei su a dare una mano, ci sono in rete richieste e offerte di passaggi auto..

Ricordate! Berlusconi e PD: avrete sulla coscienza ogni singolo bernoccolo inferto sulla testa dei valligiani!!  e ogni singolo euro sprecato (già se ne spendono 90.000 al giorno per le forze dell'ordine al cantiere!!) che potrebbe essere investito in cose ben più utili!!

L’umanità sta sorpassando il budget naturale a sua disposizione per questo anno, e ora è in rosso, secondo i dati del Global Footprint Network, una organizzazione di ricerca internazionale con uffici in California e a Ginevra.

Come un estratto conto di banca riporta le entrate e le uscite, il Global Footprint Network (GFN) tiene conto del fabbisogno umano di natura (per esempio per fornire cibo, produrre materie prime e assorbire CO2) rispetto alla capacità della natura di rigenerare queste risorse e assorbire i rifiuti. I calcoli del GFN dimostrano che –approssimativamente in nove mesi –il fabbisogno di risorse dell’umanità ha sorpassato il livello che il pianeta è in grado di fornire in modo sostenibile per questo anno.

Per la restante parte dell’anno,sosterremo il nostro deficit ecologico esaurendo le riserve naturali e accumulando CO2 nell’atmosfera. “E’ come se spendeste il vostro salario annuale in nove mesi, cioè tre mesi prima che l’anno sia finito e consumaste i risparmi anno dopo anno. Abbastanza in fretta finireste il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel Presidente del Global Footprint Network.

Il fatto di “spendere” al di là delle nostre possibilità è diventato un circolo vizioso,nel quale noi sprofondiamo sempre più alla stessa velocità con cui il nostro fabbisogno di natura aumenta. “Dalla crescita rapida dei prezzi del cibo agli esplosivi effetti del cambiamento climatico,le nostre economie stanno iniziando a confrontarsi con la realtà di anni di consumi al di sopra delle possibilità” ha detto Mathis Wackernagel. “Se vogliamo mantenere società stabili e vite dignitose, non possiamo continuare a far allargare il divario tra ciò che la natura è capace di fornire e ciò che le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono”.

Andare incontro ai bisogni di 7 miliardi di persone

Per una gran parte della storia, l’umanità ha usato i “servizi naturali” per costruire città e strade, rifornirsi di cibo e produrre manufatti e assorbire la CO2 generata dalle attività umane ad una velocità che era ben al di dentro di ciò che la natura era in grado di rigenerare. Ma, in un certo giorno del 1970, abbiamo superato la soglia critica. La richiesta di risorse alla natura da parte dell’umanità ha cominciato a superare in velocità ciò che poteva essere prodotto in modo rinnovabile, un fenomeno conosciuto come “sovraconsumo” (overshoot).

I calcoli preliminari del 2011 del Global Footprint Network mostrano che stiamo usando le risorse ad un tasso che richiederebbe tra 1,2 e 1,5 pianeti per restare in un ambito sostenibile. Il nostro studio ci mostra incamminati verso la necessità di due pianeti ben prima della metà del secolo.

Questo anno l’Earth Overshoot Day arriva mentre le Nazioni Unite sta prevedendo che la popolazione umana raggiunga i 7 miliardi in un giorno verso la fine ottobre. L’andamento attuale delle risorse pone con insistenza una domanda: come faremo ad andare incontro ai bisogni di una popolazione crescente? A supportare l’aumentato consumo, visto che milioni di persone delle economie emergenti raggiungono le nutrite fila della classe media? A sostenere i due miliardi di persone attualmente in vita che mancano dell’accesso a una quantità sufficiente di risorse per i bisogni di base?

“Permettere di vivere buone vite a tutti gli abitanti del mondo è certamente possibile – ma non sarà possibile usando lo sviluppo ad alta intensità di risorse e i modelli di crescita che abbiamo adottato nel passato,” dice Juan Carlos Morales Direttore del Research and Standards presso il Global Footprint Network. “Ciò significa cercare nuovi modelli di progresso e di prosperità che limitino la domanda di beni ecologici. Ciò significa anche conservare le risorse che abbiamo risparmiato come una continua fonte di benessere piuttosto che liquidarle subito per fare cassa.”
 (segue)

Pagina successiva »