di Francesco Merlo (Repubblica)

Da 17 anni governa la Lombardia mettendo d´accordo Dio e mammona. E adesso che gli arrestano il fido Ponzoni, anche lui all´estero “per lavoro” come Lavitola, di nuovo Roberto Formigoni è in guai imbarazzanti, da pio vanesio.    Secondo l´ennesimo imprenditore lombardo “pentito”, che Formigoni dice di non conoscere nemmeno, il governatore, che dai suoi fedelissimi è chiamato senza ironia “il celeste”, è stato l´utilizzatore finale di tangenti che non sono più i soldi della vecchia politica e neppure i tesoretti infilati nel pouff di Lady Poggiolini o gettati nel gabinetto di De Lorenzo ma barche di lusso, alberghi a 5 stelle, aperitivi, accappatoi a bordo piscina, una fuffa vip a conforto della sua nuova identità di diva cattolica e pazzerella.    Di sicuro in 17 anni di potere Roberto Formigoni da Lecco, cresciuto in Comunione Liberazione, da casto e puro è diventato esibizionista devoto e fedele sfacciato. E da 17 anni galleggia su una schiuma di faccendieri, appalti, società corruttrici, ville abusive, buchi di bilancio, false fatturazioni, finanziamenti illeciti, reati contro il patrimonio, bancarotte fraudolente…: un´orgia affaristica dentro la sua Regione Lombardia dove fanno capolino anche la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata.    Ai tempi della Dc Formigoni definiva De Mita «un traffichino senza Dio» e contendeva a Buttiglione la palma del pensatore cattolico: «Rocco è professore di filosofia ma è laureato in Legge. Il filosofo qui sono io, laureato alla Cattolica e summa cum laude». Oggi invece, in camicie a fiori dal gusto eccentrico e cravatte sgargianti, si definisce «presidente pop» ed è alla ricerca di un Andy Warhol che lo dipinga.   (segue)

http://www.francescomerlo.it/?p=596

Annunci