7 marzo 2010

Il salva-Pdl compatta l’opposizione: manifestazione sabato 13. Bersani: pronti ad andare alla Consulta

Calma e sangue freddo. L’unica risposta al colpo di mano del centrodestra sono le regole, la legalità, è tirar fuori la parte responsabile del paese. La chiamata alle armi democratica è veloce, immediata, comincia già nella notte, subito dopo la firma del decreto. Il Popolo Viola è il primo a scendere in piazza: davanti al Parlamento, un cero e una lapide, a commemorare la “fu legalità”.
A ucciderla è stato il governo, non c’è dubbio. Ma anche a Napolitano che l’ha avallata i viola chiedono spiegazioni. “Presidente, non abbiamo capito”, recitano i cartelli nelle mani dei manifestanti. “Vogliamo chiedergli quali motivazioni lo hanno spinto a firmare un decreto di notte – dice il viola Gianfranco Mascia – Ci accusano spesso di tirarlo per la giacchetta. Stavolta l’impressione è che si sia fatto tirare lui”.
La cosa che più fa rabbia è la burocrazia con due pesi e due misure. Quella per i potenti e quella per i comuni mortali. “Quando mi arriva una bolletta, se sono in ritardo pago la mora” si lamenta una signora. “Voglio provare a salire in autobus senza biglietto e dire al controllore che il mio diritto a viaggiare prevale sulla forma”, aggiunge Serenetta Monti. “Riapriamo tutti gli appelli universitari – dice il professor Carlo Cosmelli – se illegalità dev’essere, che sia illegalità diffusa”. 
(segue – Paola Zanca su l’Antefatto)

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 l’intervento di Emma Bonino ieri al Pantheon