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Cambia la quotidianità, nelle piccole cose di ogni giorno si avverte il cambiamento. Dalla spesa all’organizzazione del lavoro, programmare le interviste, pianificare la propria vita con minuziosa attenzione. Ma la voglia di andare avanti è più forte. Raccontare il potere delle mafie al Nord vuol dire raccontare il lato oscuro del Paese. Da anni collaboro con la Gazzetta di Modena, da anni mi occupo di mafie al Nord. Delle cosche d’Emilia. Quelle stesse cosche che negli anni in cui emigravo verso Modena raccoglievano quanto seminato decenni prima. Un raccolto fatto di patrimoni enormi, un fiume di denaro accumulato sulla pelle degli onesti. Erano gli anni ’90 quando ci trasferimmo in Emilia, qui ho iniziato a scrivere. A raccontare di come i clan si muovono e impongono servizi alle imprese, obbligano commercianti e imprenditori a pagare il pizzo. È quanto racconto nel libro, appena pubblicato da Round Robin, “Gotica”. Un libro inchiesta in cui raccolgo la mia attività di cronista di giudiziaria e inchieste giornalistiche realizzate anche con il mensile Narcomafie e Linkiesta.it.
Era il 1989 quando mio padre venne ucciso a Locri mentre tornava a casa dal lavoro. Era un funzionario di banca, a sparargli mani ignote, ma armate dalla ‘ndrangheta. Il suo omicidio è rimasto irrisolto, come tanti in Calabria. Io avevo sette anni e lo aspettavo come tutte le sere. Da quel 23 ottobre non tornò più.
Da quando lavoro a Modena ho scoperto che casalesi, ‘ndrangheta e Cosa nostra, operano in Emilia Romagna come se fossero a casa loro. (segue)http://www.iomichiamogiovannitizian.org/
le adesioni alla campagna di solidarietà http://www.iomichiamogiovannitizian.org/le-adesioni/
26/01/2012 at 17:16
Nichi Vendola
“Io mi chiamo Giovanni Tizian. (#4euroalpezzo) Ho voluto portare la mia solidarietà al giovane giornalista precario minacciato dalla ‘ndrangheta.”
29/01/2012 at 20:11
dal blog di Civati (http://www.ciwati.it/2012/01/29/sto-leggendo-gotica-di-giovanni-tizian/#comment-110209)
La seconda fase della campagna per difendere il cronista e militante dell’associazione daSud. Perché la solidarietà non basta e tutti possiamo fare delle buone pratiche antimafia nella nostra vita quotidiana. Un appello per le istituzioni, i liberi professionisti, i commercianti, i giornalisti, le associazioni, gli studenti e gli artisti.
«Io mi chiamo Giovanni Tizian perché non sono né un eroe e né un simbolo. Faccio la mia parte, mentre altri vi hanno rinunciato da tempo. Sono e siamo la società civile: se non lo facciamo noi, chi deve farlo?»
e i video registrati da alcuni sostenitori
http://www.iomichiamogiovannitizian.org/